Alla Mostra di pittura “IL ROSSO” – Spazio61

31 10 2014
PASSWORD - La Chiave

PASSWORD – La Chiave

Cari amici, si è conclusa ieri la mostra di pittura a cui ho partecipato con uno dei miei quadri. Il tema scelto per l’allestimento era il colore Rosso per cui ogni dipinto partecipante aveva come colore predominante il rosso. Il vernissage della mostra si è tenuto il 17 ottobre a Cagliari presso Spazio61, spazio curato e gestito con passione e tanta energia dall’artista Sandro Serra. Gli artisti partecipanti erano 16 e si è registrato un flusso di visite superiore al solito. Segno che l’interesse verso manifestazioni di questo tipo sta tutt’altro che scemando e speranza che per l’arte e la cultura ci sia ancora una pagina tutta da scrivere. I quadri esposti, tutti meravigliosi, spaziavano dai paesaggi alle nature morte, dai ritratti alle figure intere stilizzate, dalle opere sacre alle immagini metaforiche, da creazioni in quasi 3D a immagini che simboleggiavano la terra di Sardegna.

Il pubblico ha avuto la possibilità di votare i quadri preferiti e ha decretato così i tre quadri che sono piaciuti di più con al terzo posto l’opera di Sergio Farina, al secondo quella di Rossella Collu e al primo posto l’opera dal titolo Ambiguità dell’artista Daniela Piani Serra. Il clima è stato veramente positivo e beneaugurante e si può dire senza ombra di dubbio che sono state l’arte e l’amicizia  a trionfare su tutto.

Il quadro con cui ho partecipato si intitola Password – La chiave (50×70 cm, acrilico-tecnica mista su tela) ed è una tela con sfondo tutto rosso sul quale ho apposto delle chiavi e dei bastoncini neri in svariate posizioni. Con esso ho voluto rappresentare il mondo odierno fatto di codici e chiavi di accesso. A cominciare dal pin dei telefonini, passando per i codici segreti delle carte di credito, fino ad arrivare alle password di email, siti internet, cartigli top-secret e via dicendo. È un mondo ambiguo, di verità nascoste, dove tutto è da decodificare. Non a caso sulla tela sono presenti, più o meno celate, sia lettere che numeri. Divertitevi a trovarli tutti! Sulla tela vengono rappresentati gli scontri tra modi diversi di percepire questo mondo 2.0, i confronti, le solitudini, gli incontri. Il colore rosso dello sfondo richiama il pericolo ma d’altra parte è anche il colore della passione.  In definitiva quindi la domanda è: se esiste, qual è la chiave di lettura possibile di questa realtà? Ai posteri l’ardua sentenza.

Sempre presso Spazio61 (Via dei Genovesi 48 a Cagliari, a un tiro di schioppo dal Bastione Saint Remy) dal 7 al 20 novembre avrà luogo invece una nuova mostra dedicata a un altro colore primario, il BLU. Se passate di lì non perdetevela!

Qui sotto ecco i nomi di tutti gli artisti partecipanti a IL ROSSO e le immagini dei quadri più votati. Cliccando su questo link  invece potete trovare tutte le foto del Vernissage, di alcuni artisti e di tutte le opere esposte. Ad maiora!

Enrico James Scano, 31 ottobre 2014

Artisti partecipanti a IL ROSSO (Cagliari, 17-30 ottobre 2014)

Artisti partecipanti a IL ROSSO (Cagliari, 17-30 ottobre 2014)

"Ambiguità" - di Daniela Piani Serra

“Ambiguità” – di Daniela Piani Serra

rossella

‘La Madre’ di Rossella Collu

La natura morta di Sergio Farina

La natura morta di Sergio Farina

I nomi degli artisti che esporranno a IL BLU dal 7 al 20 novembre 2014

I nomi degli artisti che esporranno a IL BLU dal 7 al 20 novembre 2014

Il mio quadro PASSWORD

Il mio quadro PASSWORD





La notte delle anime in Sardegna: tra antichi riti propiziatori e culto dei morti.

28 10 2014

halloweenAnche la Sardegna ha la sua festa di Halloween: in Barbagia la chiamano Su Mortu Mortu, nel Campidano  Is Animeddas, in Ogliastra invece è conosciuta come Su Prugadòriu.  Nel corso del tempo se ne è persa progressivamente cognizione, ma questa antica festa pagana si celebra ancora ogni anno tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre in molti dei centri più piccoli.  Ancor prima che la tradizione cristiana fissasse il primo novembre quale data per il festeggiamento della giornata di Tutti i Santi (termine che corrisponde alla stessa parola Halloween, ossia All Hallows Even), esistevano già questi antichi riti anche in Sardegna. Dalle prime ore della giornata gruppi di  bambini passavano di casa in casa vestiti da spiritelli a chiedere dei doni per le anime dei morti. “Seus benius pro is animeddas”  (Siamo venuti per le anime dei morti): era questa la formula, usata al posto dell’anglosassone “dolcetto o scherzetto?”, che riecheggiava per le vie del paese.    Secondo la tradizione, ogni bambino portava un sacco in spalla – generalmente una semplice federa bianca – che veniva riempito con le caramelle, i dolci, la frutta secca, gli agrumi e il pane che ogni famiglia donava loro per onorare i defunti e placare le negatività. Ciò succede ancora oggi.

Diversamente da come è accaduto in molti altri centri italiani ed europei dove si tratta di un’usanza importata direttamente dalla tradizione anglosassone, l’origine di questa tradizione in Sardegna si perde nella lunga storia dell’Isola. Pare che i nostri avi celebrassero già questa ricorrenza, con le stesse modalità,  ancor prima di venire in contatto con la corrispondente versione di Halloween. Tra le due  ritualità si registrano varie somiglianze ed è molto probabile che le due tradizioni si siano sviluppate in maniera del tutto indipendente. Le somiglianze cominciano a partire dallo stesso uso delle zucche scavate e intagliate  a mo’ di teschi con espressioni tenebrose ed inquietanti, create per spaventare i più impressionabili ed esorcizzare la morte. Mentre in Gran Bretagna chiamano queste zucche Jack O’Lantern, in Sardegna venivano e vengono tuttora chiamate  sa conca ‘e mortu.  In taluni casi è ancora viva anche l’antica usanza di lasciare servita in tavola, durante l’intera notte, la cena per i propri morti, costituita da un piatto di pasta, pane, acqua e buon vino – pena la rabbia degli spiriti. Infatti la tradizione immagina che, durante la notte tra il trentuno ottobre e il primo novembre, le anime dei morti possano fare ritorno presso i luoghi amati in vita fino al sorgere del nuovo sole e cibarsi di queste pietanze. Bandite dalla tavola forchette e soprattutto i coltelli perché vi era la credenza che le anime dei morti potessero usarle come armi per far del male ai propri cari, innervosendosi per  modifiche alla casa o per qualsiasi altro fatto che li avesse potuti contrariare.

Un’altra antica usanza legata al culto dei morti in Sardegna è il rito de Is Fraccheras. Viene dato fuoco a delle lunghissime e grosse fascine di asfodelo – pianta considerata dagli antichi Greci legata al Regno dei morti – e gli uomini più forti le portano a spalla correndo per le strade del paese, spargendo le ceneri e cercando di non spegnere le fascine. Ciò si ricollega probabilmente alla funzione protettiva e purificatrice delle ceneri e questa sorta di prova di coraggio è propiziatoria della buona sorte.

Oggi si è perso il significato arcaico della ricorrenza del primo novembre quale festa gioiosa e celebratrice dell’inizio della stagione invernale dopo le fatiche agricole degli ultimi raccolti settembrini. Tale ricorrenza presso il popolo dei Celti (da cui la stessa Halloween deriva) veniva vissuta come una sorta di capodanno che sanciva la fine del periodo estivo ed un nuovo inizio. Oggi lo spirito originario di questa festa, associato da sempre anche alla rievocazione dei propri morti, a livello internazionale è  stato soppiantato dal potere del consumismo e della globalizzazione che  hanno introdotto feste in maschera alla maniera del Carnevale e l’acquisto di gadget a tema.

La rappresentazione del senso cupo e macabro dell’oscurità della stagione invernale e la paura della morte sono gli elementi di questa festa che prevalgono nell’immaginario collettivo odierno. La metafora del buio dell’aldilà ha acquistato nel tempo un ruolo preminente e la morte viene esorcizzata con  scherzi e tutti quei travestimenti che riproducono i più svariati demoni, mostri e defunti.

Da sempre il culto dei morti ha rappresentato una caratteristica comune alla maggior parte delle civiltà e il rapporto con gli antenati è sempre stato ritenuto un vincolo sacro da cui non si potesse prescindere per una corretta fruizione del presente e la programmazione del futuro. In Sardegna fortunatamente rimangono ancora i piccoli centri a mantenere viva la memoria di questi affascinanti gesti e caratteristici rituali senza tempo che salutano l’inizio del periodo di riposo della Natura in attesa del suo nuovo risveglio e delle  fatiche dell’anno che verrà.

EJS, 28 ottobre 2014





L’anno 2030

12 10 2014

Qualche giorno fa mentre mi allenavo in palestra (stavo facendo gli addominali!) ho sentito questa canzone degli Articolo 31 intitolata “2030”. Sebbene sia datata 1996 non l’avevo mai sentita ma mi ha colpito subito per il suo testo così attuale. Parla di un ipotetico anno 2030 che però assomiglia molto (troppo) ai nostri anni. Da quel momento la sto ascoltando ogni giorno e non vi nascondo che quando il ritornello canta quanta nostalgia degli Anni Novanta scende ogni volta qualche lacrimuccia perché ripenso a tutti i bei ricordi di quando ero solo un ragazzino di belle speranze. Quando “non si sapeva dove e come ma si sapeva ancora perché”.  Bei tempi!  Un abbraccio a tutti e buon ascolto. EJS





Vorrei piangere questa malinconia (serie: poesie della notte)

1 10 2014

Vorrei piangere tutta la malinconia

che ho dentro,

Vorrei buttarmi via

Per capire meglio questo tempo

Che non concede tregua

Per sentirmi più leggero

Per abbandonare ogni senso di colpa

E nel contempo afferrare il senso di ogni cosa.

In un solo e brevissimo istante

Scoprire la bellezza del mondo

E della vita attorno

Provare l’ebrezza del soffocamento

Per ricominciare finalmente a respirare

E piangere tutta questa malinconia che ho dentro.

EJS

1 Ottobre 2014








Silva Avanzi Rigobello

I tempi andati e i tempi di cottura

Serenamente Inquieta

Vita vergata e raccontata "vero su bianco"

MIKI-TRAVELLER

PROFUMI E CULTURE DA ALTRI PAESI

Da sempre vibra dentro Amore

tuttavia, la Poesia

Misky - Andrea Ibba Monni

Attore e spettatore di una vita tra palco e realtà

Carlo Galli

Parole, Pensieri, Emozioni.

....all i want to....

LETIZIA CURSIO

Sogno Australiano - Australian Dream

Un salto, forse un tuffo. Sperando di poter tornare...

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Appunti di viaggi interiori in continenti ancora da esplorare, riflessioni, cambi di umore e ricerca di sé in un luogo di odori familiari e colori lontani.