La mia intervista su RADIO SINTONY riguardo il libro TEMPI MODERNI

27 10 2015

La mia intervista su RADIO SINTONY riguardo il libro TEMPI MODERNI





In scena / “La Vita è un viaggio” di Beppe Severgnini

26 03 2015
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Una scena di “La vita è un viaggio”

Un improvviso sciopero all’aeroporto di Lisbona costringe alcuni viaggiatori a una interminabile attesa lunga tutta una notte.  Al Terminal partenze si incontrano e si scontrano uno scrittore lombardo più che cinquantenne, in viaggio verso Boston per una conferenza,  e Marta,  una  aspirante attrice romana quasi trentenne,  in partenza per il Brasile, dove l’aspetta un fidanzato palestrato con il quale ha in programma di cambiare vita e aprire un chiosco bar sulla spiaggia.  Sono due generazioni diverse a confronto. Da una parte ci sono l’esperienza e la saggezza di chi la vita l’ha già mezza percorsa, dall’altra ci sono i sogni e l’insicurezza di chi invece il viaggio l’ha appena cominciato. È  questo lo scenario della pièce teatrale portata in scena dallo scrittore e giornalista Beppe Severgnini e tratta dai suoi libri La vita è un viaggio e Italiani di domani.  Sul palco i due personaggi dialogano di viaggi, della vita, dei dubbi e del mondo. La giovane, delusa e pessimista,  all’inizio si inalbera contro i precetti paternalistici dello scrittore ma pian piano si scioglie e lo sta ad ascoltare. Nella vita abbiamo bisogno di guide, di punti di riferimento. Ma l’uomo le spiega che dei consigli che ci vengono dati si prende solo ciò che ci serve e il resto lo si butta via. Le parla della regola delle Quattro T: talento, tolleranza, tenacia e tempismo, qualità che le persone, soprattutto i giovani, dovrebbero tenere in conto per riuscire a individuare e a trovare il loro posto nel mondo. Si discute anche di paura: paura di cambiare, paura di rimanere uguali a se stessi, paura di non osare. E si parla dell’Italia che, in fin dei conti, non risulta tanto male. Ma bisogna aver prima viaggiato per poter accorgersene. Ciò che risulta interessante è che, come accade in tutti gli incontri, l’arricchimento non è a senso unico ma avviene uno scambio reciproco di esperienze. Anche l’uomo, come la ragazza, alla fine della lunga notte avrà imparato qualcosa in più della vita. Entrambi risulteranno cambiati, saranno pronti a ricominciare il loro viaggio e anche ad avere il coraggio di  cambiare strada.  Perché non si finisce mai di imparare e sperimentare, non ci sono limiti e nessuna età che possano mettere fine alla nostra crescita e al nostro desiderio di metterci  in gioco. Beppe Severgnini, nei panni straordinari dell’attore, impersona lo scrittore-viaggiatore con la sua solita, magnifica verve un po’ british. Convince e non delude, proprio come i suoi libri. Nei panni della giovane Marta l’attrice Marta Isabella Rizi, perfetta nella parte. Una terza viaggiatrice è impersonata dalla cantante Elisabetta Spada , in arte   Kiss&Drive, che delizia il pubblico con la sua chitarra e  i suoi sognanti intermezzi musicali. La commedia, per la regia di Francesco Brandi, è andata in scena anche nell’affollatissimo Teatro Electra di Iglesias la sera del 25 marzo. La presenza del folto pubblico non fa che confermare l’ottimo cartellone in programma e l’interesse dei tanti appassionati per spettacoli culturali di questo tipo. Le prossime tappe sarde dello spettacolo La vita è un viaggio si terranno a  San Gavino Monreale, Meana Sardo, Nuoro e Santa Teresa di Gallura. Infine il lungo tour, cominciato a novembre scorso  in provincia di Modena, verrà chiuso dagli attori sul palco del teatro di Perugia il 18 aprile.

EJS

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La messa in scena di” La vita è un viaggio” al Teatro Electra della città di Iglesias

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Quattro passi nel successo by night

1 03 2015

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Quattro passi nel mistero ma anche nel successo. Si conferma vincente la formula del turismo urbano per residenti,  promossa con grande professionalità dai tour operator Alessia Littarru e Ivan Scarpa in collaborazione con la libreria Cocco di Cagliari. Si tratta di una forma di turismo esperienziale da gustare a passeggio per la propria città alla scoperta non solo di miti e leggende nascoste dietro alle facciate degli antichi palazzi signorili, ma anche di avvenimenti storici accaduti nel passato proprio nei luoghi che ogni giorno fanno da scenario alla nostra quotidianità e che spesso si ignorano. Lo scorso sabato 28 febbraio la ricetta, già collaudata nelle precedenti edizioni diurne, è stata arricchita dalla collocazione serale dell’evento. L’atmosfera notturna ha reso perfino più magiche e coinvolgenti le vicende da brivido narrate ancora una volta con sapienza dal giornalista e scrittore Pierluigi Serra. Serra, da navigato cantastorie moderno qual è, ha sedotto i settanta partecipanti con alcuni dei più affascinanti e inquietanti racconti tratti dal suo libro “Fantasmi a Cagliari – Il ritorno delle anime”. Il libro di Serra ha riscosso un successo tale da giungere alla quarta ristampa in breve tempo. A partire dalla Torre di San Pancrazio, lo scrittore ha guidato il folto gruppo per le strade e i vicoli dei quartieri cagliaritani di Villanova e di Castello dove vi è stata anche la possibilità di una suggestiva visita all’interno di una antica casa che fu teatro di fenomeni paranormali. Lungo il percorso sono state ricordate le vicende legate alla morte del Marchese Di Cea, le pratiche esoteriche del noto architetto Gaetano Cima, le sinistre storie legate in modo indissolubile a Via del Fossario e al fu Monastero di Santa Caterina e a tanti altri eventi inspiegabili. Il tutto sempre con un occhio di riguardo alla storia di Cagliari. Entusiastici i commenti di chi per la prima volta ha partecipato al tour: “Serra ha saputo stimolare in noi, in modo non convenzionale, una grande curiosità di sapere di più sulla nostra città”.

Finale di serata in allegria presso il ristorante Kilometro Zero di Via Deledda dove lo staff ha proposto con un servizio impeccabile un menù del tipo “all you can eat” (fino a sazietà),  a scelta tra pizza o tagliata di carne più un dolcetto finale.

“Quattro passi nel mistero by night” si replica il prossimo 7 marzo ma è necessaria la prenotazione. Per maggiori  informazioni si può telefonare al numero 07040050 o al 392-2011042.

EJS

Alcuni momenti della serata:

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ndr: Io e l’amica pelosetta Frida, ancora una volta mascotte di “Quattro passi nel mistero”, questa volta nella versione By night

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Tra Storia e fantasmi: quattro passi…nel mistero

16 02 2015
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Un momento dell’evento

Quattro passi nel mistero ovvero una vera e propria gita turistica a spasso per Cagliari, immersi nella storia e nelle leggende della città. Questa è l’idea alla base dell’affascinante proposta dell’agenzia di viaggi Amei in collaborazione con la Libreria Cocco. È quel che si chiama turismo urbano, cioè la possibilità di vivere una giornata da turisti nella propria città – ripete a più riprese orgoglioso Ivan Scarpa, tour operator, tra gli organizzatori dell’evento. Un’occasione di passare una domenica diversa, in compagnia di persone nuove, un modo diverso di fare cultura e venire a conoscenza di storie di chi la città l’ha vissuta prima di noi – gli fa eco Alessia Littarru.

Dopo il debutto del 25 gennaio, Quattro passi nel mistero ha bissato il successo il 15 febbraio con le stesse modalità ma con un diverso gruppo di “turisti cittadini”. Cicerone per un giorno lo scrittore e giornalista Pierluigi Serra, autore del libro Fantasmi a Cagliari: il ritorno delle anime. L’autore, con stile garbato e innata eleganza, da vero affabulatore ha intrattenuto i partecipanti raccontando alcune delle storie contenute nel suo libro e raccolte grazie a una attenta ricerca storica e a una serie di interviste a chi detiene la memoria della città o è stato testimone di eventi inspiegabili e misteriosi. Serra ancora una volta ha quindi accompagnato i “turisti per un giorno” in questo speciale viaggio che ha preso avvio di mattina nuovamente dal Cimitero Monumentale di Bonaria, uno scrigno di storie assolutamente coinvolgenti e a tratti  inquietanti.  Ecco così materializzarsi, ad esempio, l’incredibile storia del Capitano Hendricus Looman, un olandese morto a Cagliari nel 1872 in circostanze misteriose, forse durante un esperimento esoterico. Ed ecco ancora la clamorosa vicenda della morte del Professore di Chimica Guido Algranati trovato morto nel suo Istituto nel 1916, probabilmente avvelenato,  la cui morte fu archiviata  frettolosamente come suicidio. Pare che i loro spiriti inquieti, come quelli di tanti altri,  vaghino ancora per il cimitero e la città. Sembra quasi di vederli accanto a sé mentre Serra ne parla ed evoca il loro ricordo, provocando dei piccoli brividi agli ascoltatori.

Spostandosi poi nel quartiere Castello, nel pomeriggio  Serra ha ammaliato i presenti con altre storie e curiosi aneddoti come, tra gli altri,  la leggenda del fantasma dell’uomo senza testa che vagherebbe ancora per quelle strade alla ricerca del suo assassino. Non solo fantasmi e leggende però: Quattro passi nel mistero è anche l’occasione di parlare della storia documentata della città, di particolari che abbiamo sempre sotto gli occhi ma di cui ignoriamo spesso l’origine e di quei personaggi che hanno lasciato un segno indelebile nella fisionomia cittadina. Il tutto unito a una grande convivialità che ha permesso di stringere persino nuove amicizie con gli altri membri del gruppo. Mascotte della giornata la tenera cagnolina Frida, che con la sensibilità propria dei nostri amici a quattro zampe ha avvertito più di tutti le presenze che aleggiavano nell’aria durante i racconti di Serra. Quattro passi nel mistero è dunque anche Dog Friendly.

Cerniera perfetta tra la visita mattutina a Bonaria e quella pomeridiana a Castello è stata la tappa al Ristorante Enò al quartiere La Marina per il pranzo, compreso nei trenta euro del pacchetto. Un menù semplice ma allo stesso tempo ricercato ha deliziato i palati di tutti: fregola sarda con ricotta e melanzane,  vino rosso e filetti di arista con riduzione di crema ai funghi. Vi sono state importanti attenzioni per gli intolleranti al glutine (chi ha un intollerante al glutine in famiglia conosce bene il problema e sa quanto è difficile trovare chi riesce a gestire bene un pranzo gluten free e accontentare anche un cliente celiaco) per cui Quattro passi nel mistero è stato anche Gluten Free Friendly.

Neanche la pioggia serale ha fermato il tour per le strade di Castello e nonostante un cambiamento di programma e una piccola attesa, Serra ha saputo improvvisare e intrattenere il pubblico al riparo di una provvidenziale volta ad arco raccontando la curiosa vicenda terrena, e poi ultraterrena, di una donna facente parte di una benestante e famosa famiglia cagliaritana del passato, i Carroz.

Una esperienza che lascia il segno e che ha reso una domenica qualunque una domenica da ricordare.

Prossimo appuntamento di Quattro passi nel mistero il 28 febbraio con un percorso by night, ossia serale, tutto nuovo e con nuove irresistibili storie. Davvero da non perdere.

Articolo presente anche sul giornale Casteddu online: 4 passi nel mistero su Casteddu online

EJS

Ecco una carrellata di immagini dell’evento del 15 febbraio 2015

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L’autore Pierluigi Serra

Io con Ivan Scarpa, uno degli organizzatori di Quattro passi nel mistero

Io con Ivan Scarpa, uno degli organizzatori di Quattro passi nel mistero

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Note danzanti* Dancing musical Notes (+ english translation)

14 01 2015

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Serata all’insegna del connubio tra musica e ballo quella che ha visto l’orchestra di fiati “Giuseppe Verdi” della città di Iglesias (CI) interagire con lo spettacolo di danza messo in scena dalla scuola iglesiente  Milly’s Angels con le coreografie di Milena Perra. Una manifestazione a km zero interamente messa su da maestranze e talenti del territorio sul palco dello storico Teatro (ex cinema)  Electra. L’idea è stata quella di riproporre alcune delle più celebri colonne sonore di capolavori cinematografici eseguiti dall’orchestra sotto la direzione artistica del Maestro Fabio Diana e accoppiarle a dei balletti ispirati a quelle musiche, con tanto di costumi di scena. Ecco così alternarsi sul palco gli anni Sessanta di Grease, le scatenate suore di Sister Act, il favoloso mondo di Mary Poppins rivisitato in chiave moderna; le magiche atmosfere di New York New York, Jesus Christ Superstar e  la Febbre del sabato sera; gli scenari di West side story e quelli dei Pirati dei Caraibi. Risultato: un successo e il teatro pieno. Questo si preannuncia solo come il primo esperimento di questo tipo visto che è stata confermata la collaborazione tra orchestra e la scuola di ballo anche per prossimi eventi futuri.  Enrico J. Scano

Cliccando su questi link potete avere un assaggio dei vari mini musical che si sono succeduti sul palco dell’Electra:

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NEW YORK NEW YORK

SISTER ACT

SATURDAY NIGHT FEVER

WEST SIDE STORY

ENGLISH TRANSLATION IN BRIEF:

A perfect union between music and dance was that one seen on the stage of the Electra Theatre of Iglesias (Sardinia -Italy) some days ago. The local orchestra Giuseppe Verdi directed by M.° Fabio Diana played the music of famous cinematographic masterpieces and in the meanwhile the dancers of the local Milly’s Angels School gave birth to mini musicals on the stage such as Grease and its 60’s, West side story, New York New York, Sister Act, Pirates of the Caribbean and Jesus Christ Superstar. It was a great success and the theatre was really crowded with people. By clicking on the links above you can see some moments of the show “Note danzanti”! EJS





Freedom (Je suis Charlie) + english translation

9 01 2015
- FREEDOM -Le chiavi della libertà

– FREEDOM -Le chiavi della libertà

Una delle mie ultime creazioni artistiche si intitola Freedom. Come nella mia opera precedente Password, anche su questa tela ho applicato una tecnica mista accostando ai colori acrilici l’inserimento di vere e proprie chiavi. In questo caso le chiavi vanno a comporre la scritta Freedom ossia Libertà. Le chiavi sono dorate a significare il grande valore che la libertà ha per ognuno di noi. Un bene imprescindibile che dovrebbe essere concesso a ogni essere vivente. Come dico sempre, l’unica libertà che non ci possiamo permettere è fare del male: a noi stessi, al nostro prossimo, alla Natura. E soprattutto di non rispondere al male con altro male. Queste chiavi però sono insanguinate. Ciò significa che purtroppo il prezzo della libertà molto spesso lo si paga col sangue e con la propria vita. Proprio come è successo per questo motivo il 7 gennaio a Parigi nella sede del giornale Charlie Hebdo dove sono stati trucidati 12 innocenti, ma come succede ogni giorno in ogni parte del mondo, spesso nel silenzio. La libertà è un valore universale: non solo libertà di espressione, ma anche libertà di pensiero, libertà di culto, libertà di orientamento sessuale, libertà dalle catene, libertà di usi e costumi, libertà di essere se stessi insomma. I fatti di questi giorni hanno sottolineato l’importanza di questo valore. Questa libertà dovrebbe essere garantita a tutti -sempre – ma purtroppo ciò non avviene perché l’Uomo spesso non ammette altri pensieri diversi dal proprio. Molto simbolica è l’immagine della matita spezzata. Solo apparentemente e momentaneamente è spezzata: difatti da quei due mozziconi nasceranno due nuove matite pronte a proteggere quella libertà. Il male alla fine non vince.  EJS

ps: il mio quadro Freedom in qualche modo nasconde un numero. Qualcuno riesce a individuarlo?

ENGLISH:  One of my last artistic creations is called Freedom.  Like in my previous creation Password, also in this painting I used real keys. In this case the keys compose the writng F-R-E-E-D-O-M and they are golden. By this I want to express how precious is freedom for all of us, everybody should be free. The only freedom we shouldn’t have is doing bad things against ourselves and the others and we shouldn’t either answer to the evil with other evil. These keys are covered with blood. This means that unfortunately freedom is often paid with the price of life. Just it happened few days ago in Paris in the terroristic attack against Charlie Hebdo Journal where 12 innocent people died.  This happens everyday in every part of he world, sometimes in the complete silence. Freedom is an universal value: it can be the freedom of expression, the freedom of thought, freedom of worship, freedom of sexual orientation, freedom from chains, freedom to attend customs and traditions, in other words freedom to be ourselves.  What happened in these days underlined the importance of this value.  Freedom should be granted to everybody  – always – but unfortunatley this doesn’t happen because people rarely admit feelings and thoughts different from their own ones. It’s very symbolic the image of the broken pencil. Only in appearance and at the moment it’s broken: from that two parts, in fact,  other two pencils will be born soon and they will keep peacefully to fight  in order to protect that freedom. Evil is not the final winner, at the end. EJS   

ps: my painting  Freedom somehow hides a number. Can someone guess which one?





Diario intimo di Van Gogh

29 12 2014

IMG-20141224-WA0045Un Van Gogh più intimo e sconosciuto – e non quello dei famosi girasoli miliardari che siamo abituati a vedere –  quello presentato alla mostra “L’Uomo e la Natura” allestita fino a gennaio 2015 al Palazzo Reale di Milano. Il visitatore viene accolto in una confidenziale penombra da una lunga serie di disegni a matita che ritraggono contadini intenti a lavorare la terra con i tradizionali zoccoli ai piedi, particolari di attrezzi agricoli e minerari, famiglie delle campagne olandesi riunite attorno al desco famigliare (come il celebre “I mangiatori di patate”), i minatori e il duro lavoro nelle miniere. Il colore predominante è il marron, che è il colore della terra. Fu solo quando Van Gogh si trasferì a vivere nell’assolata e colorata Provenza che scoprì i colori accesi delle sue ultime opere. Van Gogh (1853-1890) era figlio di un pastore calvinista e fino a 27 anni visse fra le campagne in veste di missionario e predicatore. Fu solo a 28 anni che decise che avrebbe fatto l’artista. Come tutti noi, anche Van Gogh aveva un suo mito e il suo era Jean-Francois Millet, il famoso pittore francese, a cui si ispirava anche dal punto di vista umano e non solo pittorico. Era conscio di essere dotato di dono – di mani d’artista, come egli stesso diceva –  ma altrettanto conscio che avrebbe dovuto esercitarsi alacremente per acquisire la tecnica che non aveva. Così cominciò a ritrarre i soggetti del mondo agricolo, quello che conosceva meglio. Riprodusse molti dei disegni che erano contenuti nei libri degli esercizi ma li arricchì di particolari nuovi. Poi si concesse alla pittura e durante il suo soggiorno a Parigi riuscì a entrare in contatto con i maggiori artisti Impressionisti del momento da cui imparò altri segreti del mestiere. Non avendo sufficiente denaro per pagare dei modelli per esercitarsi nei ritratti, ritrasse se stesso numerose volte o ritrasse degli amici, a cui poi regalò i ritratti. Molti conoscenti gli portavano regolarmente dei mazzi di fiori per esercitarsi nella riproduzione di soggetti dal vero.  La famiglia dei Van Gogh era una famiglia altolocata e si allontanò da quel figlio considerato troppo bizzarro, testardo e fuori dalle righe. Avrebbero voluto che Vincent fosse un personaggio blasonato e rispettabile e non uno scapestrato che non riusciva neanche a vendere uno dei suoi dipinti (avessero solo lontanamente immaginato di avere n casa niente di meno che Vincent Van Gogh…). Infatti in tutta la sua breve vita Van Gogh riuscì a vendere solo il quadro La Vigna rossa. Ma in cuor suo l’artista sentiva che poiché gli era stata donata la vita allora era suo compito fare la differenza in questo mondo,  continuare a fare quello in cui credeva e inseguire i suoi sogni fino alla fine. E così fu.

Alla mostra sono presenti tantissime lettere della corrispondenza che Vincent durante la sua vita scambiò col fratello Théo, un mercante d’arte, l’unico con cui rimase sempre in contatto e che lo aiutò in più di una occasione. Emerge un Van Gogh innamorato della vita ma anche preoccupato per i suoi disturbi mentali, di cui si accorgeva ma che non riusciva a controllare. Depresso anche per non essere apprezzato come artista, ma conscio del suo valore.

Lasciando la mostra ci si commuove di fronte a uno dei suoi ultimissimi quadri, dipinto solo un mese prima della sua morte. Ritrae un bellissimo giardino colorato, un luogo che sembra essere un inno alla primavera e alla positività ma che troppo contrasta con la morte che il pittore si autoinflisse poco dopo. Emerge tutta la profondità dell’artista ma anche la sua intima malinconia. Van Gogh morì uccidendosi con due colpi di pistola in mezzo a un campo di grano, a soli 37 anni. Il mondo perse un grandissimo artista ma nessuno all’epoca se ne accorse. È con una lacrima che riga il viso che il visitatore si dirige pensieroso verso l’uscita.

EJS, dicembre 2014

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Autoritratto

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“I mangiatori di patate”

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Una contadina al lavoro

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Lavoratori nei campi

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Il bruciatore di stoppie

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“La vigna rossa”

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Ritratto di Joseph Roulin (il postino)

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Ritratto di Joseph Michel Ginoux

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Covoni di grano e luna che sorge

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Rose e peonie








Silva Avanzi Rigobello

I tempi andati e i tempi di cottura

Serenamente Inquieta

Vita vergata e raccontata "vero su bianco"

MIKI-TRAVELLER

PROFUMI E CULTURE DA ALTRI PAESI

Da sempre vibra dentro Amore

tuttavia, la Poesia

Misky - Andrea Ibba Monni

Attore e spettatore di una vita tra palco e realtà

Carlo Galli

Parole, Pensieri, Emozioni.

....all i want to....

LETIZIA CURSIO

Sogno Australiano - Australian Dream

Un salto, forse un tuffo. Sperando di poter tornare...

TUTTOLANDIA

"...il posto che mi piace si chiama mondo..."

Marisa Cossu

"Vola alta parola"

adriano porqueddu

journalist, tv presenter, communication consultant. official website

giuseppecartablog

...Aspettando SANTANDER, un libro BIANCO...!

Tratti e spunti

Carta, inchiostro e fantasia. Illustrazioni e storie da passeggio.

Wanted One Dollar

Di tutto e di meglio... Un contenitore che va alla ricerca di notizie!

Sara Usai

Art...eggiando

ladimoradelpensiero

La lettura é il viaggio di chi non puó prendere un treno. (Francis de Croisset)

Tra le righe

pensieri, parole, pagine, emozioni

L'AlTrO (lato)

" Per sentire e sognare in pace, bisogna spegner la luce della ragione... almeno per un po'. "

La tana di Corniola

Appunti di viaggi interiori in continenti ancora da esplorare, riflessioni, cambi di umore e ricerca di sé in un luogo di odori familiari e colori lontani.