La mia intervista su RADIO SINTONY riguardo il libro TEMPI MODERNI

27 10 2015

La mia intervista su RADIO SINTONY riguardo il libro TEMPI MODERNI





Intervista con Enrico James Scano – MeBook.it

6 08 2015

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Giovani Grandi Autori (+ english translation) *

6 01 2015
GIOVANI GRANDI AUTORI

GIOVANI GRANDI AUTORI

Con sommo piacere annuncio l’uscita dell’ebook GIOVANI GRANDI AUTORI (Falvision Editore) che contiene anche il mio racconto “Il mare tra le righe”. L’ebook raccoglie i primi 20 classificati del concorso SUMMER READING promosso dall’innovativa piattaforma letteraria digitale italiana MeBook (www.mebook.it). Due le sezioni, quella dei racconti ma anche quella della poesia.  L’ebook ha una bellissima copertina che rappresenta un albero le cui foglie sono le copertine e le pagine di altrettanti libri. Il mio racconto “Il mare tra le righe” parla dei ricordi legati all’infanzia e al ruolo fondamentale che i genitori e la famiglia hanno nelle vite di tutti noi.  Acquistabile su Mondadori.it, Feltrinelli.it, Kobo e Amazon e le altre principali piattaforme online.  EJS, gennaio 2015

English translation: It has just been published the ebook titled GIOVANI GRANDI AUTORI (Great Young Writers) by Falvision Editore which contains also my short story “Il mare tra le righe” (The sea among the lines). The ebook contains the first 20 winners (poems+ short stories in italian language) of the Contest SUMMER READING promoted by the cultural and innovative digital italian platform Mebook (www.mebook.it). The ebook has got a beautiful cover which it shows a big tree whose leaves are the covers and the pages of other books.  My short story talks about the memories of our childhood and about the fundamental role which family plays in our lives.  You can buy the ebook on Mondadori.it, Feltrinelli.it, Kobo, Amazon.it and on the other main digital online platforms.  EJS, January 2015 

#mebook #falvision #giovanigrandiautori #ilmaretralerighe





Diario intimo di Van Gogh

29 12 2014

IMG-20141224-WA0045Un Van Gogh più intimo e sconosciuto – e non quello dei famosi girasoli miliardari che siamo abituati a vedere –  quello presentato alla mostra “L’Uomo e la Natura” allestita fino a gennaio 2015 al Palazzo Reale di Milano. Il visitatore viene accolto in una confidenziale penombra da una lunga serie di disegni a matita che ritraggono contadini intenti a lavorare la terra con i tradizionali zoccoli ai piedi, particolari di attrezzi agricoli e minerari, famiglie delle campagne olandesi riunite attorno al desco famigliare (come il celebre “I mangiatori di patate”), i minatori e il duro lavoro nelle miniere. Il colore predominante è il marron, che è il colore della terra. Fu solo quando Van Gogh si trasferì a vivere nell’assolata e colorata Provenza che scoprì i colori accesi delle sue ultime opere. Van Gogh (1853-1890) era figlio di un pastore calvinista e fino a 27 anni visse fra le campagne in veste di missionario e predicatore. Fu solo a 28 anni che decise che avrebbe fatto l’artista. Come tutti noi, anche Van Gogh aveva un suo mito e il suo era Jean-Francois Millet, il famoso pittore francese, a cui si ispirava anche dal punto di vista umano e non solo pittorico. Era conscio di essere dotato di dono – di mani d’artista, come egli stesso diceva –  ma altrettanto conscio che avrebbe dovuto esercitarsi alacremente per acquisire la tecnica che non aveva. Così cominciò a ritrarre i soggetti del mondo agricolo, quello che conosceva meglio. Riprodusse molti dei disegni che erano contenuti nei libri degli esercizi ma li arricchì di particolari nuovi. Poi si concesse alla pittura e durante il suo soggiorno a Parigi riuscì a entrare in contatto con i maggiori artisti Impressionisti del momento da cui imparò altri segreti del mestiere. Non avendo sufficiente denaro per pagare dei modelli per esercitarsi nei ritratti, ritrasse se stesso numerose volte o ritrasse degli amici, a cui poi regalò i ritratti. Molti conoscenti gli portavano regolarmente dei mazzi di fiori per esercitarsi nella riproduzione di soggetti dal vero.  La famiglia dei Van Gogh era una famiglia altolocata e si allontanò da quel figlio considerato troppo bizzarro, testardo e fuori dalle righe. Avrebbero voluto che Vincent fosse un personaggio blasonato e rispettabile e non uno scapestrato che non riusciva neanche a vendere uno dei suoi dipinti (avessero solo lontanamente immaginato di avere n casa niente di meno che Vincent Van Gogh…). Infatti in tutta la sua breve vita Van Gogh riuscì a vendere solo il quadro La Vigna rossa. Ma in cuor suo l’artista sentiva che poiché gli era stata donata la vita allora era suo compito fare la differenza in questo mondo,  continuare a fare quello in cui credeva e inseguire i suoi sogni fino alla fine. E così fu.

Alla mostra sono presenti tantissime lettere della corrispondenza che Vincent durante la sua vita scambiò col fratello Théo, un mercante d’arte, l’unico con cui rimase sempre in contatto e che lo aiutò in più di una occasione. Emerge un Van Gogh innamorato della vita ma anche preoccupato per i suoi disturbi mentali, di cui si accorgeva ma che non riusciva a controllare. Depresso anche per non essere apprezzato come artista, ma conscio del suo valore.

Lasciando la mostra ci si commuove di fronte a uno dei suoi ultimissimi quadri, dipinto solo un mese prima della sua morte. Ritrae un bellissimo giardino colorato, un luogo che sembra essere un inno alla primavera e alla positività ma che troppo contrasta con la morte che il pittore si autoinflisse poco dopo. Emerge tutta la profondità dell’artista ma anche la sua intima malinconia. Van Gogh morì uccidendosi con due colpi di pistola in mezzo a un campo di grano, a soli 37 anni. Il mondo perse un grandissimo artista ma nessuno all’epoca se ne accorse. È con una lacrima che riga il viso che il visitatore si dirige pensieroso verso l’uscita.

EJS, dicembre 2014

vangogh

Autoritratto

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“I mangiatori di patate”

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Una contadina al lavoro

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Lavoratori nei campi

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Il bruciatore di stoppie

lavignarossa

“La vigna rossa”

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Ritratto di Joseph Roulin (il postino)

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Ritratto di Joseph Michel Ginoux

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Covoni di grano e luna che sorge

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Rose e peonie





La deriva

8 12 2014
Il mondo del futuro visto dalla Microsoft

Il mondo del futuro visto dalla Microsoft

In questo giorno di festa Vi presento un mio nuovo racconto. Da leggere davanti a un bel caminetto acceso visto che l’inverno oramai è tra di noi.  Si intitola LA DERIVA. Ciao, EJS

” Il mondo era quello che era.

In pochi erano rimasti a lavorare. Le macchine ormai svolgevano qualsiasi tipo di mansione  e l’intelligenza artificiale aveva messo all’angolo quella naturale creata da Dio. Così nelle grandi città le persone avevano tutto il tempo per divertirsi e abbandonarsi ai piaceri e ai vizi della vita.  Il denaro era stato abolito e ogni transazione avveniva secondo un credito calcolato in base al rendimento dei propri androidi, che avevano sembianze umane e venivano usati in ogni campo, anche per combattere le guerre. Nel contempo la povertà era sempre più dilagante. Si viveva fino a 150 anni e il tasso di natalità in moltissimi Paesi era ormai quasi azzerato. Non essendoci più bambini, a scuola si mandavano i cani e i gatti di famiglia per fornir loro un’educazione adeguata e si faceva a  gara per far primeggiare il proprio animale domestico sugli altri.

Le donne andavano in giro vestite con camicette di plastica trasparente secondo la nuova moda, per mettere in mostra seni sempre più piatti e androgini ed essere sempre più vicine agli uomini, anche fisicamente. Gli uomini indossavano invece maglie e pantaloni di neoprene super aderenti per mostrare ogni guizzo dei loro muscoli ottenuti senza alcuno sforzo in laboratorio.  Regnava sempre più l’irriverenza e sembrava che ogni limite esistesse solo per essere superato al più presto. Impazzava la moda di selfarsi nei cimiteri sulle tombe dei defunti, sorridenti e  in pose sconce di fianco alle foto di chi non c’era più. Le grandi star facevano la pipì per strada davanti ai paparazzi o defecavano in diretta sul palco a favore delle telecamere, davanti a migliaia di fan in visibilio. In tv impazzavano i reality show in cui il vincitore era il superstite che riusciva a uccidere tutti gli altri. Al cinema non c’erano più attori in carne e ossa ma attori creati digitalmente, così reali da sembrare veri, che potevano vivere centinaia di anni o morire se avevano fatto il loro tempo e lasciar così spazio ai nuovi volti e corpi digitali.  Insomma, era un mondo irrequieto, un mondo annoiato che non sapeva più come tirare a campare.

Io leggevo con stupore libri e articoli del secolo scorso estratti dalla Grande Rete Estesa e per tanti anni ho sognato quel mondo andato, dove c’erano  più decoro ed eleganza, quando c’era più spazio per il rispetto e un più profondo senso della vita.  Ogni tempo ha i suoi pregi e i suoi difetti. Ma i pregi del nostro mondo io non riuscivo a vederli.

Qualcuno mi rimproverava dicendo che anche il nostro tempo non era tanto male e che non mi dovevo lamentare. Era il prezzo del progresso. Anche il Ventiduesimo Secolo aveva avuto i suoi mali. Ma io più leggevo e più mi innamoravo di quel passato.

Così, sempre più incalzato da tutti questi pensieri, alla fine presi coraggio e decisi di affrontare un viaggio senza ritorno, un viaggio nel passato. Mi offrii come cavia per gli esperimenti con la macchina del tempo, con tutti i rischi e i pericoli del caso. Fu tutto molto difficoltoso ma superai ogni prova. Nel mondo in cui sono giunto però non ho trovato la pace che cercavo. Vivo in una piccola città: i suoi abitanti sono molto cordiali, ci si aiuta tra vicini e c’è lavoro per tutti. Ma in questo mondo ho trovato anche corruzione, guerre, morte, emarginazione, fame, sete di potere, razzismo e tanta morbosità.  Tutte cose che in quel passato idealizzato che sognavo io non c’erano o sembravano non avere un ruolo predominante.

Solo adesso ho capito che aveva ragione chi mi diceva che il passato sembra sempre migliore del presente che viviamo. In verità è solo il tempo ad appannare i ricordi e a dare questa parvenza di luce alle cose.  Non si può parlare di progresso: la verità è che c’è solo una continua trasformazione, nel bene e nel male.

Giornalmente trasmetto tutti i dati che rilevo attraverso un sistema di onde radio-luce. Sono conscio dell’importanza che il mio ruolo ha per la ricerca storica ma la certezza di non poter più tornare indietro mi fa sentire ancora più solo.

C’è del pentimento per la mia scelta. Oramai sono un androide alla deriva.”

EJS





Piove rumore

6 12 2014

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Piove rumore!  Speriamo che presto esca fuori l’arcobaleno!  🙂 Buon weekend Amici! EJS





Foody – Expo Milano 2015*

26 11 2014

Ed ecco anche il mio selfie con Foody, la mascotte di Milano Expo 2015, scattato in Piazza San Carlo a Torino in occasione della Festa del Cioccolato. L’Expo si avvicina!

foody








Silva Avanzi Rigobello

I tempi andati e i tempi di cottura

Serenamente Inquieta

Vita vergata e raccontata "vero su bianco"

MIKI-TRAVELLER

PROFUMI E CULTURE DA ALTRI PAESI

Da sempre vibra dentro Amore

tuttavia, la Poesia

Misky - Andrea Ibba Monni

Attore e spettatore di una vita tra palco e realtà

Carlo Galli

Parole, Pensieri, Emozioni.

....all i want to....

LETIZIA CURSIO

Sogno Australiano - Australian Dream

Un salto, forse un tuffo. Sperando di poter tornare...

TUTTOLANDIA

"...il posto che mi piace si chiama mondo..."

Marisa Cossu

"Vola alta parola"

adriano porqueddu

journalist, tv presenter, communication consultant. official website

giuseppecartablog

...Aspettando SANTANDER, un libro BIANCO...!

Tratti e spunti

Carta, inchiostro e fantasia. Illustrazioni e storie da passeggio.

Wanted One Dollar

Di tutto e di meglio... Un contenitore che va alla ricerca di notizie!

Sara Usai

Art...eggiando

ladimoradelpensiero

La lettura é il viaggio di chi non puó prendere un treno. (Francis de Croisset)

Tra le righe

pensieri, parole, pagine, emozioni

L'AlTrO (lato)

" Per sentire e sognare in pace, bisogna spegner la luce della ragione... almeno per un po'. "

La tana di Corniola

Appunti di viaggi interiori in continenti ancora da esplorare, riflessioni, cambi di umore e ricerca di sé in un luogo di odori familiari e colori lontani.